4ª Rassegna “Musicale per le Scuole” Premio Teatro Mercadante 2017-2018

Il Teatro Mercadante di Altamura in collaborazione con l’Associazione Culturale “Amici del Teatro Mercadante”  organizza la  “IV Rassegna  Musicale  per le scuole”che si svolgerà con selezioni nei giorni 4-5- 13 APRILE 2018 e  serata finale il 4  Maggio 2018 ( ingresso a inviti).

La domanda di partecipazione deve essere inviata entro il giorno 20 GENNAIO 2018.

 

N.B. Scadenza prorogata al 06 febbraio 2018.

BANDO IV RASSEGNA 2018

Allegato I- BANDO IV RASSEGNA 2018

Allegato II- BANDO IV RASSEGNA 2018

Allegato III- BANDO IV RASSEGNA 2018

Valzer di Saverio Mercadante

Prima esecuzione in tempi moderni
1 gennaio 2017
Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli
Orchestra del Conservatorio “San Pietro a Majella”
direttore Francesco Vizioli
Omaggio del Conservatorio “San Pietro a Majella” al Teatro Mercadante di Altamura
con i migliori auguri per il 2017 al nostro pubblico!

1ª STAGIONE DEL TEATRO CIVILE

Al Teatro Mercadante la 1ª STAGIONE DEL TEATRO CIVILE

“Il Teatro civile è quella forma di teatro di tradizione antichissima che nasce come espressione del  confronto e delle riflessioni sulla collettività e sul vivere comune” (cit.).

 

Il 4 dicembre 2016 – Agorà: confronto tra Medicina Ufficiale e Medicina Alternativa

Ospiti: Loreto Gesulado, Gabriella Mereu, Pietro Scalera Salvatore Rainò, Rocco Berloco, Antonio Spagnuoli, Pietro Vicenti e Valentino Dibenedetto.

Presentano e moderano Mariapaola De Santis, Michele Cannito e Onofrio Bruno

 

Il 10 dicembre 2016 – “Lo scopriremo solo vivendo” – Mogol racconta Battisti

Suonano la Caligola band srl (cover Battisti) e l’Orchestra del maestro Alfredo Cornacchia.

 

Il 19 Marzo 2017 – Ecce Homo (Ecco l’Uomo!) – Tra Darwin e Pinocchio

Gran ritorno a teatro di Lucilla Giagnoni, musiche di Antonio Paolo Pizzimenti, collaborazione al testo di Maria Rosa Pantè.

 

Eventi a cura de La Nuova Murgia in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Mercadante.

 

NON MANCATE!

Corsi e laboratori di teatro, danza, canto – a.a. 2016/17

Il Teatro Mercadante, in collaborazione con l’Ecole de toile de Europe e la Banda degli Onesti, organizza per l’A.A. 2016/17 corsi e laboratori di teatro, danza e canto che si svolgeranno nelle nostre sale a partire dal mese di ottobre 2016.

Le iscrizioni ai corsi termineranno invece il 7 ottobre (scuola di danza), 13 ottobre (audizione per il coro) e il 14 ottobre (corsi di recitazione) 2016.

Per info e iscrizioni: tel. 0803101222 – info@teatromercadantealtamura.it

Affrettatevi!!!!

 

Corso di Teatro

Corso di Danza

Corso di Canto

CAMPAGNA ABBONAMENTI – PRELAZIONI

Si comunica che solo fino al 12 giugno 2016 sarà possibile – solo per gli abbonati della precedente Stagione Teatrale – confermare il posto anche per la prossima  Stagione Teatrale 2016/2017 avvalendosi del diritto di prelazione. Tutti gli altri spettatori che vorranno sottoscrivere, invece, un nuovo abbonamento potranno farlo dopo la presentazione ufficiale della 3ª Stagione Teatrale del Teatro Mercadante che avverrà il prossimo 14 giugno alle ore 20.00. Inoltre, a partire dal 15 maggio saranno attive le vendite degli abbonamenti  per tutti gli utenti e sarà possibile rinnovare o stipulare nuove convenzioni ad Associazioni e Enti.

Per avere maggiori delucidazioni si prega di recarsi, nei giorni e orari d’ufficio, presso il Box Office del Teatro, in via dei Mille, 159 oppure chiamando al tel. 080 3101222.
Grazie per la fiducia e il consenso che riponete in noi ogni anno, faremo di tutto per ripagarlo nel miglior modo possibile!
La direzione.

VERGINE MADRE. VIAGGIO NELLA DIVINA COMMEDIA

domenica 12 giugno | ore 20.00 | Teatro Mercadante

di e con l’attrice toscana Lucilla Giagnoni (scuola di Gassmann).

Ad Altamura, evento unico nel sud Italia, “Vergine madre. Viaggio nella Divina Commedia“, spettacolo teatrale di e con Lucilla Giagnoni. Una rivisitazione e una rilettura di sei dei più celebri canti della Divina Commedia: Il Viaggio (primo canto dell’Inferno), La Donna (Francesca, V canto dell’Inferno), l’Uomo (Ulisse, XXVI canto dell’Inferno), il Padre (Ugolino, XXXIII canto dell’Inferno), la Bambina (Piccarda, III canto del Paradiso), la Madre (Vergine Madre, XXXIII canto del Paradiso).

L’evento è stato organizzato da La Nuova Murgia, mensile di Altamura, e la casa editrice lucana Menabò Creazioni d’Arte, con la collaborazione di aziende locali.

Per info e acquisti biglietti: Box Office Teatro Mercadante | 080310122 | info@teatromercadantealtamura.it |

bookingshow.it

 

Intervista a Lucilla Giagnoni

di Benedetta Pallavidino (tratto da Alessandria Post, mercoledì 11 maggio 2016)

Come prima domanda: cosa porta un attore, ad un certo punto della sua carriera a prediligere il monologo?

Ho lavorato per 20 anni per il Teatro Settimo popolato da individualità molto forti, non solo da attori, ma da autori/attori. Ho seguito ciò che amavo di più e che meglio conoscevo, anche grazie ai mei studi. Ho scelto il filone filosofico/ermeneutico e con esso la sua lingua che è l’esegesi. Mi sono focalizzata su testi che non essendo teatrali richiedevano un solo interprete, anche se in realtà non si tratta di un vero e proprio monologo: in scena sono sola, ma allo stesso tempo sono in continuo dialogo con i tecnici luci e audio e con Paolo Pizzimenti che si occupa delle musiche. Inoltre sono in dialogo reale con il pubblico, che diventa l’altro attore. Ogni tanto porgo loro domande a cui mi aspetto rispondano.

 

La Divina Commedia è il testo che inaugura la storia della letteratura italiana, un testo ostico, con un peso non irrilevante, perché questa scelta?

E’ stata prima di tutto un’esigenza personale sorta dopo l’11 settembre. La caduta delle Torri Gemelle ha generato la crisi, tutto è improvvisamente precipitato nell’inferno. E da allora l’inferno lo si è vissuto e lo si è guardato negli occhi. Lo stesso Dante, a suo modo, aveva vissuto quell’inferno: aveva perso la famiglia, la carica politica, la cittadinanza, era stato costretto all’esilio. Dante era un uomo disperato che doveva compiere un percorso per poter rinascere.

Il percorso che io propongo passa dall’Inferno direttamente al Paradiso (il Purgatorio lo abbandono, non solo per esigenze di tempo, ma anche perché è la cantica che più si avvicina alla vita che viviamo) e giunge a quella risoluzione che io trovo unica e originale: a concludere un viaggio regolarmente scandito dall’incontro di figure maschili, è una donna, una donna impossibile, inimmaginabile, un vero e proprio ossimoro: vergine e madre allo stesso tempo (da qui il titolo dello spettacolo).

 

I sei canti da lei rivisitati, non sono solo tra i più celebri, ma sono anche quelli che meglio definiscono la figura di uomo, donna, bambino, padre e madre. Secondo lei le figure dantesche hanno affinità con quelle moderne?

Possono esserlo se li consideriamo come archetipi, non se vogliamo trasporli al giorno d’oggi.

A livello di archetipo oggi tutti i padri occidentali sono il Conte Ugolino: divorano i propri figli privandoli del futuro che gli avevano promesso.

Ovviamente ogni canto e ogni personaggio è soggetto a varie interpretazioni: per me Francesca e il canto V sono l’espressione del linguaggio e della cultura, che anche una donna poteva possedere in ambito medievale. Francesca non è solo un’innamorata adultera, è una donna di cultura capace di smontare tutte le certezze di Dante.

 

Vergine madre viene inserito in una trilogia che chiama Trilogia della spiritualità, per lei cos’è la spiritualità?

Sinceramente non lo so. Affrontando la Commedia sono comparse dentro di me delle domande che non credevo potessero abitarmi. Percorrere un percorso alla ricerca delle risposte mi ha aiutata a crescere. Un percorso simile immagino possa essere considerato spiritualità.

 

I testi dei suoi spettacoli sembrano avere un fine educativo: sono quindi rivolti ai più giovani, o possono essere una riscoperta anche per gli adulti?

I miei spettacoli sono rivolti a tutti, ma mi piace molto lavorare con i giovani, che sono un pubblico molto più educato di quanto si creda. Una volta fatte le dovute premesse (che prevedono l’intervento e la lettura di un canto da parte di chiunque usi il cellulare durante lo spettacolo) prestano la massima attenzione e dimostrano un gran rispetto. E’ molto più semplice agganciarli, dimostrandogli che Dante non ha scritto la Commedia per farli penare sui banchi di scuola, piuttosto che catturare l’attenzione di un pubblico adulto, non sempre rispettoso, che per almeno quindici minuti rimane fisso davanti allo schermo dei cellulari, in attesa di comprendere se valga la pena lasciarsi coinvolgere. È necessario rieducarli, non attraverso una didattica alla Brecht, ma tramite una didattica esoterica che li aiuti a trovare il punto di aggancio che permetta loro di riattivare la fantasia.

Non propongo una narrazione passo passo, non voglio soffermarmi a studiare il linguaggio, ciò che mi interessa è mostrare come Dante possa fornire ad ognuno delle risposte.

 

In Vergine Madre si racconta di una donna che si confronta con i propri spazi e i propri orizzonti e che come Dante segue un cammino verso la purificazione e il rinnovo. Questo testo sarà messo in scena in un teatro, che oggi, dopo anni di chiusura, cerca di rinascere e di tornare a essere ospite della vita culturale della città. Lei vede un qualche legame tra le due cose?

Spesso ci sono legami tra luoghi e testi. Ciò che ci tengo a dire che, oggi, memori di tragedie quali il massacro del Bataclan, chiudere un teatro è il più grande dei delitti che si possa commettere, poiché significherebbe darla vinta a chi vuole uccidere la cultura. Aprire i teatri è un atto di resistenza, oltre che esser la difesa di un luogo di sacralità. Il teatro ci aiuta a fare i conti con la parte di noi che è sempre in guerra, con quel buio che non conosciamo e su cui dobbiamo lavorare.

Amleto, Cassandra, Agamennone, tutti muoiono in scena e suscitano in chi assiste emozioni e sensazioni contrastanti che potevano essere nascoste nel buio che è dentro di noi. Il teatro, a volte, può essere di gran lunga più benefico del lettino dello psicanalista, per questo deve resistere.

 

IL TEATRO DI ALTAMURA PER MERCADANTE

MESSAGGIO DEL DIRETTORE ARTISTICO

A partire dal 7 maggio scorso il Teatro Mercadante di Altamura ha avviato una nuova fase di riscoperta e rilancio del grande musicista al quale è intestato il Teatro. Saverio Mercadante (Altamura 1795 – Napoli 1870) fu uno dei più grandi compositori del suo tempo ma la sua musica e la sua personalità attendono di essere conosciute quanto meritano. Il Teatro ha voluto cominciare dalla fine. Grazie a uno sforzo collettivo straordinario, è stato possibile rintracciare l’ultima opera di Mercadante, Caterina da Brono, ignorata da tutti i repertori e le biografie, curandone l’edizione, lo studio e la riesecuzione. Partendo da una intuizione di Vito Ventricelli, il massimo esperto al mondo di Mercadante, è stata dapprima individuata la partitura manoscritta dell’opera tra i tesori della Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli – di cui Mercadante fu primo direttore per trent’anni, dal 1840 alla morte – ed è poi stato ritrovato il libretto di Salvadore Cammarano, uno dei maggiori librettisti del secolo XIX, consentendo uno studio capillare di quest’opera (basata su una triste vicenda autentica del seicento) e dei romanzi storici che ne furono modello. Ne è scaturito il primo volume scientifico su Mercadante prodotto in due tomi in elegante cofanetto dal Teatro grazie al sostegno della Cobar Costruzioni di Vito Barozzi, curato per l’editore Adda di Bari da Vito Ventricelli e da Dinko Fabris (si veda la scheda).

Il volume è stato presentato nel Teatro Mercadante sabato 7 maggio in una serata che ha visto un eccezionale concerto che prevedeva la prima esecuzione assoluta dell’opera (di cui Mercadante riuscì a comporre soltanto il I atto, dettandolo ormai cieco ai suoi allievi, poiché finì la sua esistenza durante la composizione). Presentazione e concerto si sono ripetuti la sera del lunedì 9 maggio nella Cattedrale di Bari con uguale successo di pubblico entusiasta e con un intervento critico di Nicola Sbisà. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno consentito questa straordinaria impresa, che peraltro continuerà nei prossimi giorni con presentazioni del libro al Conservatorio di Napoli (venerdi 13 maggio alle ore 17, seguita da concerto) e alla Fiera del Libro di Torino (domenica 15 maggio ore 20,30): Vito Barozzi, che ha creduto in questo progetto, e tutta l’amministrazione e staff del Teatro Mercadante, l’editore Giacomo Adda, Pasquale Castellano presidente e tutti gli Amici del Teatro Mercadante, Marco Renzi direttore artistico dell’Orchestra Metropolitana di Bari che ha generosamente coprodotto il concerto, Vincenzo Perrone direttore dell’esecuzione e del Coro LaterChorus, Alfredo Cornacchia direttore del Coro Mercadante di Altamura, Damiano D’Ambrosio che ha revisionato la partitura della Caterina da Brono e in particolare ha ricostruito la deliziosa “aria di Caterina” (anche pubblicata nel volume), e tutti i bravissimi cantanti: Loriana Castellano che ha splendidamente interpretato la protagonista Caterina (oltre ad una raffinatissima esecuzione della Salve Maria di Mercadante), Giuseppe Naviglio, Giuseppe Ranoia, Carlo Sgura e Silvia Perrone. In ultimo ma perché era anche il primo, Vito Ventricelli, instancabile studioso ed esegeta dell’opera di Saverio Mercadante, cui si deve tutto questo. Mi è stato fatto osservare con qualche disappunto che nella mia presentazione nella serata del 7 maggio ho definito Mercadante “eterno secondo” riferendomi ai suoi contemporanei oggi più celebri di lui (Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi). Ovviamente non parlavo del mio (o nostro) giudizio sul valore del compositore altamurano, ma dell’ingiustizia della storia, che ha riscoperto e fatto brillare tutti i suoi contemporanei ma non ancora Mercadante. Questo è appunto il compito di Altamura e del suo Teatro: in questa missione proseguiremo con sempre maggiore fiducia dopo questo felice esordio.

Dinko Fabris

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